Cominciano davvero quindi? Diavolo è già passata l’estate. Oramai, io che amavo questa stagione sin da quando ho ricordo, la perdo ogni anno.
Non vedo l’ora di guarire dalla povertà.
Ultima
I temporali: la loro stagione
Una specie può sopravvivere sui cadaveri delle altre ed inventarsi una morale di ciò? Analisi concettuale della sperimentazione animale
In risposta a questo articolo di Federica Sgorbissa per Oggiscienza:
Sperimentazione animale: la dichiarazione di Basilea
Diretto: questo articolo è feccia.
Motivazione: E’ feccia perché dalla scelta “metto l’uomo(o meglio l’umanità, perché l’uomo ha come primario obiettivo l’autoconservazione dell’ambiente che direttamente incide sull’equilibro dove esso è pedina) e le sue esigenze davanti” non si può fare il passo “ma capisco le motivazioni di chi si avversa la tortura e l’uccisione per il bene della sperimentazione”, è volere dare il colpo alla botte ed al cerchio.
La tortura di una specie a vantaggio di un’altra può (e deve!) essere accettata solo a patto di “farsi assicurare” l’abbandono di qualunque (qualunque!) morale o etica. Se un uomo di scienza che sperimenta sui topi dichiara ben convinto che la sua scelta è per migliorare egoisticamente la vita dell’Umanità attualmente presente (e solo quella, tenendo a mente che tale pratica indebolisce l’intera umanità futura azzerando la selezione naturale e quindi dando modo ai potenzialmente scartati deboli, la maggior parte della progenie, di trasmettere la linea genetica decadente o comunque non ottimale o auspicatamente migliore) prescindendo dalla lungimiranza prima che da quel sentimento che paradossalmente porta il nome del suo carnefice: l’umanità; io sono il primo a riconoscergli onore e valore intellettuale.
Ma così non è oggi. Questo non è il pensiero di Federica Sgorbissa che ha scritto questo articolo.
E’ feccia perché delle aspirine ed delle cure di ogni genere ne possiamo fare tutti a meno se si ottengono per la via può facile e sbrigativa, questa.
Con lo stesso tipo di ragionamento noi studenti agli ultimi anni della carriera universitaria ce ne saremmo dovuti fregare di opporci alla riforma in questi giorni in Parlamento, invece abbiamo rinunciato a studio, ad esami, a tempo-denaro dei nostri genitori o del servizio pubblico perché abbiamo chiara la convinzione che il privilegio personale non vale il concetto di giustizia, che è una bellissimo fine che vive solo se è condiviso. La forma mentis che Federica ha è profondamente sciocca, il fine di una specie tra tante non può essere di sopravvivere sui cadaveri dei suoi coinquilini.
Theodor Adorno con grande lucidità diceva: Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali.
La trasparenza, il limitarsi, le condizioni “moderate” (ex. anestesie locali) della sperimentazione animale sono colpi di una coscienza ipocrita. Posso accettare l’assassino, come lui dovrà accettare le conseguenze del suo gesto. Non posso accettare che all’assassino sia riconosciuta umanità o attenuanti se ha poi dato degna sepoltura al corpo. In questo caso abbiamo anzi questo omicida che si premura di coccolare o addormentare la vittima. E’ molto più orribile e come tale và avversato, non so quanto sia chiaro il paragone; c’è premeditazione e coscienza di ciò che si fa, profonda coscienza.
Scrivo con cognizione di causa avendo una sorella che fa ricerca neurologica, che usa essenzialmente topi di varie razze. Lei è stata la persona che nell’infanzia si è premurata di insegnarmi il valore della vita in ogni forma. Oggi questo tra tanti valori mi porta a catturare le zanzare che d’estate girano per casa ed a liberarle fuori dal balcone, allo stesso modo di altri insetti, che mi fa seriamente dispiacere se dopo la pioggia schiaccio una chiocciola, che mi ricorda di usare il sorriso e le buone maniere con tutto ciò che incontro, da un rampicante attenta all’intonaco appena rinfrescato ad una donna isterica il lunedì mattina. E se scelgo di porre termine ad una vita, se lo faccio.. ho la cognizione di ciò, non è per me un’azione automatica come respirare o grattarmi un piede, ogni gesto di distruzione è una scelta, dev’ esserlo, lascio che automatismi si creino in altri frangenti. Mia sorella sceglie ogni giorno che va a lavoro, ed io perlomeno mi assicuro che rimanga obiettiva, che veda più lontano del mese seguente e saggi il peso (solo d’anima aimè) della preposizione di una specie ad un’altra.
Vorrei dire ancora molto, moltissimo, ma meglio poco e chiaro: per me questo pensiero e le ipocrisie che si porta dietro sono feccia.
Valentino Ventruti
In questi giorni Pisa protesta….
E si la città non è nuova a questo mercurio nelle vene, la sua storia di lotta culturale pregna di giovani menti che avrebbero fatto il futuro parla da sè ma stavolta, anche oggi mentre scrivo, qualcosa è differente.
Almeno negli ultimi anni i cori di dissenso tra i vari atenei non si erano mai visti cantare talmente all’unisono da faticare a distinguerli; studenti che si tenevano in disparte si rimboccano le mani di fronte a tale scempio che dipinge l’università vista dagli occhi del ministro Mariastella Gelmini, assistiamo davvero ad una grande presa di coscienza, ed è bello. Il cittadino nella più specifica veste dell’universitario si riprende in mano il suo ruolo di indirizzo e partecipazione sognato dai costituenti ancora caldi di Resistenza, mentre scrivo non nascondo la bellezza di questa coscienza. Nel momento pessimo il bocciolo della società rimasto sempre a testa china pare prendersi il suo posto senza vergogna, con la dignità intellettuale che compete a noi universitari che gioviamo giornalmente di una cultura superiore doverosamente mai scontata.
Una cultura tale è e sarà la nostra fonte di emancipazione dalla società opprimente. La gran parte di noi ripagherà in gratitudine le proprie famiglie e con successivo (nel senso di ulteriore) scotto culturale restituire lucidità e al resto dell’umanità appare al sottoscritto doveroso, perlomeno per coloro che se ne sentono parte.
Una riforma “a costo zero” come spesso è delineata dai suoi stessi stesori e publishers, cioè senza soldi da metterci, semmai da toglierci. Ed è vero che siamo in una parentesi di crisi.. ma se nello stesso momento mi finanzi le scuole private con particolare occhio per le cattoliche ( non avevamo uno Stato laico?) e poni le basi per il riconoscimento dello status di università alla ben conosciuta (non per glorie) Cepu..
Una riforma all’indice della “meritocrazia”, da appurare, per quanto riguarda i dirigenti didattici e loro subordinati, “con valutazione del ministro dell’Istruzione in carica”. Insomma eliminiamo in nonnismo sostituendolo con il nonnismo di qualità epurato da qualunque base collegiale e di pertinenza in materia.
Una riforma che taglierà il 90% dei fondi al DSU, l’azienda per il Diritto allo Studio Universitario. Insomma 9 borsisti su 10 a casa, mense con costi equiparati a ristoranti, strutture esterne fruibili in maniera agevolata agli studenti da mettere all’asta.
Una riforma che facendo entrare i privati nei consigli d’amministrazione delle università e degli atenei si preoccupa preventivamente di dividere nella sostanza tale organo dal Senato Accademico a cui ora toccherà la pronuncia sulla sola didattica. Azionisti del mercato liberista a scegliere “quale cultura” ripaga di più i lori investimenti, ricercatori con obiettivo i dividendi dei nuovi “datori di lavoro” e non la ricerca per il beneficio di tutti.
Una riforma che sull’onda dei tagli di sovvenzioni pubbliche ai meritevoli (cito l’art.34 Costituzione 3° e 4° comma) istituisce arrogante la forma dei Prestiti D’Onore, come se l’onore lo si acquistasse o dimostrasse a prendere sulle spalle un debito dai 6.000 ai 20.000 euro da pagare appena sboccati nel “roseo” mercato del lavoro, specie da noi. Senza contare che gli istituti finanziari eroganti avranno modi di scegliere chi è degno di accedere ai gradi più alti degli studi guardando alle garanzie offerte per il prestito (ma chi ha più bisogno di fondi non è proprio chi non ha garanzie?) ed alla sicurezza di restituzione che ispira il soggetto. Il ministro mi corregga ma a me pare che l’onore lo si metta da parte quando a testa china si chiede del denaro a chi è in quel momento economicamente più forte.
Vi lascio una foto che ha fatto il giro del mondo rimbalzando dalla BBC a Le Monde, da El Paìs al Corriere della Sera.
Liz Lee, fine prima serie..
Bryson says at Liz
I had to come back..You really are cool. Like, so much cooler than any girl I know
You have a favorite comic book artist. You listen to some of the best music of anybody I know. I like that you had the courage to get up on a stage in front of the entire school and sing to ‘win one for the nerds’. I like that..you have that red hair. I just..I like you.
Sei proprio forte. Insomma, più di chiunque altra ragazza che conosca.
Tu hai un disegnatore di fumetti preferito. Tu ascolti la musica più bella tra tutti quelli che conosco. Mi piace il fatto che hai il coraggio di salire su un palco davanti a tutta la scuola e cantare per vincere il premio per i nerd. Mi piace che hai i capelli rossi. Io.. Tu.. Tu mi piaci.
la seconda parte (non è un film sull’utilizzo delle auto diesel)
Stamane abbiamo fatto una sola rassegna di videogiochi
, me ne rendo conto.
Cos’altro abbiamo avuto di interessante in questo anno? Da buon nerd dopo il gamer ci vanno messi i telefilm! E lo faccio tramite immagini! ( Oggi tutte immagini! )
*The Big Bang Theory*
Il telefilm per eccellenza.
*Chuck*
Leggero spasso, ma molto leggero.
Ed andiamo ai più importanti! Andiamo agli anime!!
*Naruto*
E poi tutto il resto:
il mio sempre costantemente amato *Tengen Toppa Gurren Lagann*
il nuovo entrato *Honey and Clover*

Ed un piccolo anime vecchio stampo che ho visto su consiglio di una ragazza, *Video Girl AI*

Ah, mi stava passando di mente l’aver visto finalmente *Neon Genesis Evangelion*

Fine!
C’è stata anche la parentesi di FullMetal Alchemist ma.. è stato davvero brutto ![]()
Terminiamo il video post , al prossimo parola che scriverò di più, molto di più ^^ .
da quanto? (bis o tris)
In occasione dell’installazione del writter 2011 e nell’attesa di un potenziale nuovo inquilino a cui ho accordato un appuntamento troppo tardo ti scrivo o mio vecchio live space.
Non voglio cambiare il layout di questo posto, nè le immagini di sfondo nè la natura. Scriverò di tanto in tanto su di un vecchio diario di margine tenendo l’arredamento di una casa che non frequento più.
Diamo delle novità, cominciamo dai videogames và:
Quest’anno ho giocato (i primi che mi vengono in mente e rigorosamente non in ordine di giocata)
Altri non me ne vengono in mente ora e s’è fatto tardi, credo che continuerò stasera ad aggiornare la mia lista di novità ^^ .
Lascio con un’immagine precisa
_
Dopo aver letto la storia di Pain mi sento carico,il corpo pervaso da motivazioni,e non sono mie.
stasera
stasera ce l’ho con me e non solo, ce l’ho con il tempo e con lo spazio, due infidi avversari per le mie intenzioni, ce l’ho con il passato, ce l’ho con il futuro prossimo, ce l’ho con la fantasia che si fa trattenere dall’esigenza, ce l’ho con gli impegni, ce l’ho con chi li ha presi questi impegni, ce l’ho con l’agitazione e con la calma, ci pigliano sempre poco, ce l’ho con la foga quantomai fuori dai tempi di pausa e di furia,ce l’ho con il mondo,e si vede,ma stranamente non ce l’ho con la pioggia che mi tiene fermo a pensare,a pensare di avercela ed a come non avercela.
Il sogno americano difronte al bisogno umano
Come anche l’ultimo presidente USA ci rammenta ad ogni sguardo alla sua persona,il famoso sogno americano è uno dei baluardi del nuovo continente che non sono stati investiti dal nuovo mondo.
Nell’ultimo decennio la potenza politica ancora numero uno al mondo ha visto crollare prima la sicurezza militare con un attacco senza precedenti,essa aveva combattuto due guerre mondiali contro popolazioni che venivano da una lunga storia di lotte (di cui essi condividevano i ricordi),era passata indenne da un conflitto silente finito con il disgregarsi dell’avversario,nemmeno le pagine nere asiatiche le avevano tolto ciò; eppure,eppure un pungo –me lo concedo- di uomini non ben addestrati ha utilizzato i suoi canali ed i canali della globalizzazione che questi stessi disprezzavano per spazzarne via l’illibatezza,per aprirle gli occhi,per svegliarla dal torpore durato un secolo.
Passato poco più di un lustro è toccata alla sicurezza economica: prima il mercato immobiliare e poi tutto il resto,l’America tirava avanti una politica sopra le sue possibilità da troppo tempo ed una crisi ciclica del mercato era alle porte,la sortita dei Lehman Brothers è solo stata l’occasione di un collasso del sistema no-rules finanziario mondiale e come ben direbbe un economista “in un mercato che indietreggia la prima a cadere è l’impresa marginale,colei che ha i costi più alti ed i guadagni più bassi” così questo continente che poggiava economicamente sulla sua moneta a sua volta tenuta su dagli altri paesi del terracqueo si rendeva conto che in campo internazionale “qualcuno” poteva emanciparsi (o l’aveva già fatto) e le risorse per rialzarsi non c’erano più,non stavolta.Certo è durato poco questo stato,giusto il tempo per ricordare alla Cina che le sue (dei suoi risparmiatori) riserve sono in titoli americani ed a noi europei che la leadership mondiale condivisa fa paura,ma è servito,è stato utile.
Tutto ciò che si è visto dal 2001 ad oggi,con il cinismo del caso,è stato utile a “portare tra noi” un popolo che arianamente era distante,che stupidi –mi concedo anche questo-.Serve solo a loro? tutt’altro,per utilità di servizio intendo proprio che serve al mondo in quanto collettività unica e per bisogni spiccioli divisa in stati,bisogni spiccioli spesso scambiati per baluardi acquisiti;acquisiti da chi? un uomo ad esempio non può camminare sul pianeta che lo ospita perché un altro uomo gliene da impedimento? vi dev’essere quantomeno una validissima ragione sociale per ciò!
Ma facciamo un passo indietro,qualcosa è rimasto,ricordate l’inizio? Il sogno americano,si lui è rimasto.La convinzione che in un paese libero e democratico (ove troppo,ove giusto) si possa partire con niente tra le mani ed arrivare in cima,in cima al monte.Che grande sogno..ma necessita di qualcosa,necessita di duro lavoro impregnato dal sacrificio personale.Questo è il punto,eccoci arrivati,l’ultimo baluardo è così ispirato alla libertà ed ai sogni che è ancorato all’antitesi della libertà stessa,all’abnegazione della persona,allo svilimento della sua natura di essere.A lui tocca,secondo codesto principio,un impegno continuativo e non esulabile a compiere una certa attività ovvero un escalation infinita o perlomeno con termine incerto di sforzi volti ad ottenere una pace interiore maggiore.Ora io non voglio svilire il lavoro in senso specifico (aborro dicerie del tipo “il lavoro nobilita l’uomo” di vecchie capitalistiche fonti),ce ne sono alcuni che danno tal gaudio agli spiriti eletti da non richiedere cadute di animo,ma non ci sono solo questi,chi scala la vetta partendo dal basso affronterà sforzi che lasceranno macchie nel suo io,che porteranno i più a pregiudizi di storia personale.E se allargassimo ancora l’insieme? Se contassimo la maggioranza? Cioè coloro che non arriveranno alla vetta,coloro che cadranno nel viaggio senza rialzarsi o coloro che si fermeranno stanchi a strada non conclusa,costoro costretti poi dalla vita sociale a guadagnarsi le papier raffinée necessaria a sfamarsi ed integrarsi,costoro non vivranno di professioni a cui si sono dovuti adattare,non vivranno decurtati dei sogni e flagellati ogni mattino alle 7.00?
Il lavoro non è cosa buona in sé,non lo è come non lo sono molte delle bandiere che gli esseri umani di ogni dove tutti i giorni sventolano credendole il meglio possibile,il meglio per loro.Il sogno americano trova nella sua essenza la sua dannazione,solo pochi avranno il premio,il resto gareggerà solamente.Ma non è proprio questa la natura dei sogni individuali? Superare i limiti e perché no gli avversari ovvero gli ostacoli ed ergersi in una posizione ove si respira dell’aria purissima cui solo i polmoni del sognatore ne gioveranno.
A parer mio quindi le ultime fondamenta della società a stelle e strisce non solo reggono e reggeranno ma vanno esportate anche difronte al costo umano dei cadaveri sociali poiché non solo è con i sogni che si forgerà l’evoluzione spirituale e civile di questa specie ma è sempre con essi che i grandi avranno piacere d’esser tali ovvero gli altri scruteranno la via maestra potenzialmente diretta verso la padronanza di se stessi.
Valentino Ventruti
